Painters: Ray Caesar, Daniel Martin Diaz, Mark Ryden, H. R. Giger, Gustave Doré, Trevor Brown, John Tenniel, Elizabeth McGrath, Miss Van, Tim Biedron, Francisco Goya, Lori Earley, Tim Biskup, William Blake, Edward Gorey, Egon Schiele, Caspar David Friedrich, David Stoupakis, Zdzislaw Beksinski, Salvador Dalì, Johann Heinrich Fussli, Todd Schorr, Stanley Donwood, Cédric Tanguy, Michael Hussar...
Photographers: Nobuyoshi Araki, Eugene Atget, David Bailey, Henri Cartier-Bresson, Herr Buchta, Farrokh Chothia, Walker Evans, Lee Friedlander, Ernst Haas, Sharad Haksar, Lewis Hine, Shannon Hourigan, André Kertesz, Dorothea Lange, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Sebastiao Salgado, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, Paul Strand, Victor Trush, Garry Winogrand, Kohei Yoshiyuki...
2 Foot Yard, A Perfect Circle, A Silver Mt. Zion, A Whisper In The Noise, Air, Antony and The Johnsons, Apparat, Nicola Arigliano, Angelo Badalamenti, Franco Battiato, Bauhaus, Beck, Samuele Bersani, Jacques Brel, Buena Vista Social Club, Vinicio Capossela, Nick Cave, Cinema Strange, John Coltrane, Miles Davis, Paco De Lucia, Depeche Mode, Devics, Dirty Three, Dresden Dolls, Elbow, Danny Elfman, Elio e Le Storie Tese, Brian Eno, Faun Fables, Final Fantasy, Diamanda Galas, Carlos Gardel, Jonny Greenwood, Lisa Germano, Godspeed You! Black Emperor, Neil Halstead, Al Jarreau, Keith Jarrett, Joy Division, Carla Khilstedt, Wojciech Kilar, Kaki King, Marilyn Manson, Massive Attack, Brad Mehldau, Katie Melua, Mogwai, Mojave3, Ennio Morricone, Wolfgang Amadeus Mozart, Narcotango, Nina Nastasia, Nine Inch Nails, Mike Patton, Peeping Tom, Jocelyn Pook, Portishead, Radiohead, Damien Rice, Terry Riley, Shellac, Sigur Ros, Emilie Simon, Sleepytime Gorilla Museum, Slint, Luigi Tenco, Th Cure, This Is Your Captain Speaking, This Will Destroy You, Yann Tiersen, Tomahawk, Tool, Emiliana Torrini, Jill Tracy, Uzeda, Richard Wagner, Tom Waits, Shannon Wright, Thom Yorke...
Movies
Directors: Woody Allen, Pedro Almodovar, Alejandro Amenabar, Jean-Jacques Annaud, Michelangelo Antonioni, Darren Aronofsky, Ingmar Bergman, Danny Boyle, Robert Bresson, Tim Burton, Park Chan-wook, David Cronenberg, Alfonso Cuaron, Manoel De Oliveira, Brian De Palma, Clint Eastwood, Federico Fellini, Francis Ford Coppola, Milos Forman, Jean-Luc Godard, Michel Gondry, Jean-Pierre Jeunet, Wong Kar-wai, Kim Ki-duk, Krzysztof Kieslowski, Takeshi Kitano, Stanley Kubrick, Patrice Leconte, Sergio Leone, Richard Linklater, David Lynch, Takashi Miike, Tsai Ming-Liang, Hayao Miyazaki, Christopher Nolan, Pier Paolo Pasolini, Alain Resnais, Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Giuseppe Tornatore, Lars Von Trier, François Truffaut, Gus Van Sant, Paolo Sorrentino, Luchino Visconti, ...
Actors: Sandrine Bonnaire, Adrien Brody, Michael Caine, Fabrice Luchini, Kyle MacLachlan, John Malkovich, Edward Norton, Guy Pearce, Stephen Tobolowsky, Grace Zabriskie ...
Television
Books
Isabel Allende, Antonin Artaud, Charles Baudelaire, Stefano Benni, Jorge Luis Borges, Ray Bradbury, Bertolt Brecht, Charles Bukowski, Italo Calvino, Albert Camus, Louis-Ferdinand Céline, Philip Dick, Fedor Dostoevskij, Ludwig Feuerbach, David Grossman, Herman Hesse, James Joyce, Frank Kafka, Alda Merini, Haruki Murakami, Friedrich Nietzsche, Chuck Palahniuk, Pier Paolo Pasolini, Fernando Pessoa, Marcel Proust, Rainer Maria Rilke, Arthur Rimbaud, Leonardo Sciascia, Luis Sepulveda, William Shakespeare, August Strindberg, Elio Vittorini...
Heroes
CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO David Grossman
Quando la parola si farà corpo e il corpo aprirà la bocca e pronuncerà la parola che l'ha creato, abbraccerò questo corpo e lo adagerò al mio fianco.
LETTERA A OSCAR POLLAK Franz Kafka
"Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se un libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo."
ELEGIE DUINESI Rainer Maria Rilke
I ELEGIA:
Se pur gridassi, chi mi udrebbe dalle gerarchie
degli angeli ? E se uno mi stringesse d’improvviso
al cuore, soccomberei per la sua troppo forte presenza.
Perché nulla è il bello, se non l’emergenza
del tremendo: forse possiamo reggerlo ancora,
ed ammirarlo anche , perché indifferente
non degna distruggerci. Ognuno degli angeli è tremendo.
E mi trattengo così, e inghiotto l’appello d’oscuri
singulti. Ah ! chi possiamo allora chiamare in aiuto ?
Gli angeli no, gli uomini no, e i sagaci
animali lo notano già quanto noi inadeguati
siamo qui di casa nel mondo già interpretato.
Ci resta forse un albero là sul pendio, che ogni giorno
possiamo rivedere; ci resta la strada di ieri e anche
l’adusata fedeltà ad una abitudine, che in noi
si è rintanata, è rimasta, e non se ne andò.
Oh, e la notte, la notte, quando il vento colmo
di cosmici spazi ci corrode il volto- a chi mai
potrebbe mancare l’agognata , che sì dolcemente disillude,
essa, che di fronte al cuore solitario penosamente
si leva ? E’ forse più lieve agli amanti ?
Il destino lo nascondono soltanto l’un l’altro.
Non lo sai ancora ? Getta dalle tue braccia il vuoto
fin dentro gli spazi che respiriamo; forse gli uccelli
con volo più intimo sentono l’aria così dilatata.
IL TEMPO RITROVATO Marcel Proust
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
IL TEATRO DELLA CRUDELTA' Antonin Artaud
Il Teatro della Crudeltà è stato ideato per restaurare il teatro di una concezione passionale e convulsiva della realtà, ed è in questo senso di rigore violento e di estrema condensazione di elementi scenici che la crudeltà su cui questo si basa deve essere compresa. Questa crudeltà, che sarà sanguinaria quando necessario, ma non in maniera sistematica, può essere così identificata con un tipo di severa purezza morale che non teme di pagare alla vita il prezzo che le deve.
IL GRANDE GATSBY Francis Scott Fitzgerald
Passai a New York i miei sabato sera perché quei suoi ricevimenti sfavillanti, abbaglianti, erano rimasti così vivi in me che udivo ancora la musica e le risate lievi e incessanti che giungevano dal suo giardino e le automobili che continuavano a percorrere il suo viale. Una sera udii un'automobile vera, e vidi i fari fermarsi ai gradini d'ingresso. ma non andai ad informarmi. Probabilmente era un ultimo ospite che arrivava dall'altra estremità della terra e non sapeva che la festa era finita.
L'ultima sera, col baule già chiuso e la macchina già venduta al droghiere, uscii a rivedere per l'ultima volta quell'enorme e incoerente tentativo fallito di casa. Sui gradini bianchi una parola oscena, scarabocchiata con un pezzo di mattone da qualche ragazzino, risaltava chiara sotto la luce della luna; la cancellai, raschiando la pietra con la scarpa. Poi scesi lentamente sulla spiaggia, e mi distesi sulla sabbia.
Quasi tutte le grandi ville costiere oramai erano chiuse, e le luci erano rare, se si toglieva il chiarore di un ferryboat la cui ombra si spostava attraverso lo Stretto. E mentre la luna si levava più alta, le case caduche incominciarono a fondersi, finché lentamente divenni consapevole dell'antica isola che una volta fiorì per gli occhi dei marinai olandesi: un seno fresco, verde, del nuovo mondo. Gli alberi scomparsi, gli alberi che avevano ceduto il posto alla casa di Gatsby, avevano una volta incoraggiato bisbigliando il più immane dei sogni umani; per un attimo fuggevole e incantato, l'uomo deve aver trattenuto il respiro di fronte a questo continente, costretto ad una contemplazione estetica, da lui non capita né desiderata, mentre affrontava per l'ultima volta nella storia qualcosa di adeguato alla sua possibilità di meraviglia.
E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.
Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina...
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.
About me: Nasco starnutendo negli anni '80 mentre il Governo Craxi promulga il decreto «Metodi ufficiali di analisi per i formaggi». Ancora embrione, svento una rapina suscitando compassione in un pavido gaglioffo catanese e da allora sogno tutte le notti di perdermi nel mantello di Ransie la strega. In quanto figlio di fotografi, cresco nel culto della Nikon e ascolto colonne sonore di matrimoni. Vivo un trauma perpetuo durante tutta l'infanzia in qualità di sosia di Totò Cascio e firmo autografi ai vicini di casa pur non sapendo scrivere. A 7 anni cado dalla bicicletta e ricevo 6 punti di sutura dopo aver incontrato Enzo Bianco in piazza Giovanni Verga. Catania non mi vuole bene e ho le prove (precisamente sulle fiancate destra e sinistra di una Citroen Ax). Colleziono capelli, fratture ossee e nemici involontari (le tre cose potrebbero essere collegate). Biografie alternative e molto poco originali mi vogliono re sardo dell'Epiro, privo di un nome di battesimo - poiché privo di battesimo - e scarso conoscitore delle prime ore del mattino.
Caro Leonard,
abbiamo una scommessa in sospeso, io e te. Tutti ne hanno una, molto spesso con gli oggetti, con gli spazi inanimati, praticamente con la morte. Più sono inermi gli avversari delle scommesse, più il furbo si sente vincitore. Che qualcuno spieghi all’aria – o chi per lei detiene autorità sul concetto di presenza – che giocare a costruirsi attorno dei cadaveri può condurre a sonnolenza eterna. Ma tanto, figuriamoci. Chi si sveglia è perduto.
C’è un avvocato che ti cerca. Di tutto, dice che farà di tutto per convincerti. «La dignità non ha leggi, la dignità non è una legge». Eppure non riesce a farla intima. Certe cose sono «da difendere», si fidano tutti della sua tenacia; i percorsi viaggiano, per definizione. Il finale è uno. Difendere o custodire. Prendere o lasciare. Per un avvocato c’è sempre qualcosa di indifendibile.
È ovvio, è ovvio, ti addormenti coi vestiti ancora umidi, con gli umori degli occhi appena divorati (da cosa?). Ci sono fette di luce che digerisci meglio in bianco.
a Parma ogni mercoledì sera sarò ad aspettarti :) comunica il mio nome lucia all ingresso oppure contattami per prenotazioni ed informazioni: avrai ingresso gratuito e prima consumazione a costo dimezzato :) buon divertimento !!!